Durante l’inverno, San Vigilio di Marebbe si anima grazie al Carnevale, che porta musica, colori e tradizione nel cuore del paese. Un momento molto atteso dalla comunità, capace di coinvolgere residenti e visitatori in un’atmosfera autentica e festosa.
Un omaggio alla cultura ladina
La sfilata, che quest’anno si terrà il 17 febbraio, sarà arricchita con maschere e abiti ispirati alla cultura ladina. I figuranti indossano costumi che richiamano il mondo contadino e alpino, gli antichi mestieri e i personaggi simbolici della tradizione locale, trasformando le vie del paese in un racconto a cielo aperto.
Le maschere del Carnevale ladino
In questo contesto trovano spazio anche le figure tipiche del Carnevale ladino dolomitico, diffuse nelle diverse valli. Le maschere lignee scolpite a mano, dai volti intensi ed espressivi, sono accompagnate da costumi riccamente decorati con nastri, campanacci e tessuti colorati. Personaggi come il Bufon, con il suo ruolo giocoso e ironico, o figure festose come i Lachè e i Marascons, rappresentano l’anima più antica e rituale del Carnevale alpino, profondamente legata al passaggio dall’inverno alla primavera.
Musica, convivialità e creatività
La festa prosegue nel padiglione musicale, punto di ritrovo dove concedersi una bevanda calda e condividere momenti di allegria. I costumi più originali e fantasiosi vengono premiati, rendendo il Carnevale un’occasione speciale di incontro, partecipazione e divertimento collettivo.
Le radici della cultura ladina
Queste tradizioni affondano le loro radici nella storia e nell’identità della popolazione ladina, una delle più antiche delle Dolomiti. Nel corso dei secoli, i ladini hanno contribuito in modo decisivo alla cura e alla conservazione di un territorio rimasto in gran parte integro fino a oggi.
Le origini della popolazione ladina risalgono a epoche precedenti all’età del bronzo e già dal V secolo a.C. la sua identità si distingue da quella retica. Con la dominazione romana si verificarono profondi cambiamenti sociali, economici e linguistici: furono introdotti nuove leggi, attività artigianali e l’influenza del latino.
Nonostante le successive divisioni politiche e storiche, il forte senso di appartenenza non è mai venuto meno. La cultura ladina continua a esprimersi attraverso arte, musica, letteratura e architettura.
Dove scoprire la cultura ladina oggi
Oggi questa ricca eredità culturale è raccontata nel Museum Ladin al Ciastel de Tor, mentre la lingua e l’identità ladina sono tutelate e promosse dall’Istituto Micurà de Rü e dal settimanale Usc di Ladins.

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